Sincope

Sincope: tipi, cause e quando è necessaria una valutazione cardiologica

Non tutte le sincopi sono uguali. La differenza tra sincope vasovagale, cardiogena e ortostatica, e in quali casi è indispensabile una valutazione cardiologica specialistica.

5 min05/04/2026

La sincope — perdita transitoria di coscienza con rapido recupero spontaneo — è uno dei motivi di consulto cardiologico più frequenti. Ma non tutte le sincopi hanno la stessa causa, lo stesso rischio e lo stesso iter diagnostico. Riconoscere il tipo è il primo passo per capire cosa fare.

I principali tipi di sincope

La sincope riflessa (o neuromediata) è la forma più comune. Include la sincope vasovagale, la sincope situazionale (da tosse, minzione, deglutizione) e la sincope da ipersensibilità del seno carotideo. È causata da una risposta riflessa del sistema nervoso autonomo che abbassa transitoriamente pressione e/o frequenza cardiaca.

La sincope ortostatica è dovuta a un calo di pressione in ortostatismo, spesso legata a disidratazione, farmaci o disfunzione autonomica. La sincope cardiogena, invece, nasce da un'aritmia (tachicardia ventricolare, blocco AV avanzato) o da causa strutturale (stenosi aortica grave) e ha un profilo di rischio diverso.

Quando è necessaria una valutazione cardiologica

Non ogni sincope richiede un approfondimento urgente. Ma alcuni segnali rendono la valutazione necessaria: sincope durante lo sforzo fisico, senza prodromi, in posizione supina, in soggetti con cardiopatia nota, con ECG anomalo alla presentazione o con storia familiare di morte improvvisa.

Anche le sincopi ricorrenti con trauma, quelle che compromettono significativamente la qualità di vita, o quelle in cui è già disponibile documentazione di pause cardiache meritano un inquadramento specialistico, indipendentemente dall'età.

Il percorso diagnostico per la sincope

La valutazione iniziale include anamnesi dettagliata, ECG e misurazione ortostatica della pressione. In base a questi dati, il medico decide se la causa è già identificata o se servono ulteriori esami.

Nei casi in cui la sincope è ricorrente ma non ancora documentata, gli strumenti più utili sono Holter prolungato, tilt test e — per episodi rari — loop recorder impiantabile. Una volta identificato il meccanismo (vasovagale, cardioinibitorio, aritmico), si può impostare la strategia terapeutica più appropriata.

Autore dell'articolo
Dr. Carlo Gigante
Dr. Carlo GiganteCardiologo · Aritmologo · Elettrofisiologo
Laurea in Medicina con il massimo dei voti e Specializzazione in Cardiologia con lode — Università degli Studi di Milano
Esperto in cardioneuroablazione, sincope vasovagale, bradicardia vagale e ablazione transcatetere delle aritmie
Formazione internazionale avanzata in aritmologia interventistica. Riceve a Milano e Lecce
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